Sguardi distanti

Due uomini al bar

Scritto daFrancesco Zampieri
Revisionato daGaia Corradino
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C’erano due uomini al bar.

Il locale non era molto grande; un classico ritrovo di una zona rurale dove gli anziani contadini in pensione potevano arrancare per prendersi un bicchiere di vino che li distogliesse dalla noia delle loro giornate. L’arredamento era un triste prodotto dell’opulenza di anni d’oro ormai passati: un vecchio bancone in legno tutto graffiato e tavoli marroni ormai ingrigiti dagli anni.

Quadri e foto dal dubbio gusto alle pareti narravano il passato glorioso del locale. La grande cava attirava facoltosi commercianti che solevano spendere e spandere senza remore. I canti proseguivano fino al mattino e le cameriere facevano la fila pur di farsi assumere, complici le laute mance e la possibilità di irretire un ricco malcapitato. Purtroppo la cosa non durò a lungo, quando la cava crollò e si decise di spostare l’estrazione di marmo in un’altra zona.

Due uomini stavano parlando tra loro, appoggiati distrattamente su quel bancone che di discorsi ne aveva uditi fin troppi. Erano gli unici avventori del locale e, seppure parlassero normalmente, le loro voci risultavano forti e fuori luogo, come una bestemmia davanti a una chiesa.

Parlavano delle loro vite ripetitive, delle mogli che li opprimevano, della vita in quel grande altopiano montano e di come loro fossero piccoli. Parlavano del più e soprattutto del meno. Svuotavano i bicchieri con finta distrazione, credendo così di scaricare la colpa di quella bevuta a metà settimana e in pieno pomeriggio alla casualità.

Parlarono a lungo e arrivò l’imbrunire. Avrebbero dovuto tornare a casa, le loro famiglie li aspettavano, ma ancora finsero e ignorarono l’arrivo della sera e l’accendersi delle luci. Oramai non avevano più freni e chiesero del cibo e altre caraffe di vino.

I bicchieri non sono mai troppi se eviti di contarli.

Il volume delle loro voci come pure il conto continuavano a salire, e la politica si insinuò nel fiume in piena delle parole dei due uomini. Governare un paese non doveva essere poi così difficile se qualcuno avesse ascoltato i loro ragionamenti, loro sì che avrebbero risolto le cose! Tasse, manutenzioni e legislatura erano cose semplici in fondo, come facevano i politici a non rendersene conto?

I ladri che colpivano le case isolate? Una banda di smidollati, ci sarebbe voluto un attimo a sistemarli! Tattiche poliziesche e abilità investigative erano evidentemente argomenti conosciuti da questi due uomini che nella loro vita non erano mai andati oltre a più di una ventina di chilometri dal luogo in cui erano nati.

I due uomini si trovavano d’accordo su tutto fino a quando, non si sa come, si trovarono in disaccordo su ogni cosa. Le parole di amicizia diventarono urla e i gesti di complicità diventarono spintoni. Andarono avanti per un po’ di tempo, rinfacciandosi oscuri torti risalenti all’infanzia, presunti debiti mai saldati da ambo le parti e beceri tradimenti effettuati in gioventù, quando non erano sposati e potevano fare conquiste con le giovani del paese.

Parlare delle loro avventure amorose sortì un effetto miracoloso sull’umore dei due compagni e in breve ricominciarono a parlare, ridere e soprattutto a bere. Chi fosse passato da lì senza sentire l’inizio dei racconti probabilmente avrebbe pensato di stare a sentire un resoconto di una battuta di caccia o forse dell’inseguimento di un criminale datosi alla macchia. Curiosamente le loro mogli non vennero mai menzionate in questo frangente, accantonate in un angolo della memoria.

Alla fine giunse sera e il bar stava per chiudere. I due uomini non volevano andarsene, erano molto ubriachi e avevano fatto davvero tardi, temevano il ritorno a casa e il risveglio del giorno successivo. Si ripromisero di non fare più queste serate: erano uomini adulti con responsabilità, non ragazzini spensierati che giocavano a nascondino. Saldarono il conto, che era molto più alto di quanto potessero realmente permettersi.

Quando se ne andarono, il bar poté finalmente chiudere.

Mentre pulivo il bancone e contavo l’incasso, sorrisi, pensando che domani sarebbero stati ancora qui.

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