Sguardi distanti

Non oggi

Scritto daFrancesco Zampieri
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Lasciate che vi racconti una storia. Non è una storia di eroi e avventure, né di grandi imprese e posti lontani. È una storia umana, troppo umana, direbbero alcuni. Come tutto quello che tocca l’intimità delle persone inizia bene per finire in tragedia.

Una giovane donna con capelli color paglia e occhiali spessi come fondi di bicchiere è la nostra protagonista. Sguardo gentile e occhi vispi e amorevoli rendono la sua presenza una brezza d’estate in un ufficio dai mobili neri preda di un eterno inverno. Cammina sicura e consapevole di sé con passo leggero, conscia della sua forza e delle sue mancanze. La sua risata risuona come un’arpa pizzicata dolcemente, udibile solo per chi resta in silenzio.

Chiunque la vedesse la descriverebbe così, fermandosi alla superficie. Ma dietro quegli occhi intensi un’ombra lotta per uscire, trattenuta da lacrime non viste. Quante bugie possiamo sentirci dire dagli altri? Quante bugie possiamo raccontare a noi stessi? La donna non lo sa. O forse sì? Sapere una cosa e comprenderla sono cose molto diverse.

Lui è sempre lì, anche quando non c’è. La sua presenza, il suo ricordo, la sua influenza… Un uomo che urla inverno ma che vive un eterno autunno, facendo appassire i fiori attorno a lui. Un peso costante che la donna non riesce a evitare. Un bisogno atavico e malsano le impedisce di andare avanti o di fare un passo indietro. Ferma e immobile, come le foto che adora fare.

Cosa dovrebbe fare la donna lo sa. Ma non lo fa.

Perché?

La domanda che tutti si pongono, compresa lei. Cosa ci spinge ad avventurarci in un sentiero già battuto da altri, sapendo che saremo sempre e comunque una nota a piè di pagina della storia di qualcun altro? La medaglia d’argento non piace a nessuno, soprattutto alla donna. Lei vuole l’oro, ma sta già al collo di un’altra persona.

Lei non lo sapeva all’inizio, quando l’autunno era agli albori e sprazzi di calore estivo ancora restavano nell’aria. Purtroppo o per fortuna, le bugie non reggono per sempre. La sua risata non si sente quasi più e quel mezzo sorriso di cortesia, finto e composto, colpisce chi la ricorda.

Vorrei potervi raccontare un finale allegro, in cui tutto va al suo posto e tutti sono felici, ma non è così che è andata. La donna andrà avanti e non darà più peso a questa storia, ricordandola con malcelato imbarazzo e forse uno sprazzo di rimpianto. Riderà e farà ridere, amerà ancora e sarà felice.

Ma non oggi.

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