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Un tranquillo viaggio in macchina

Scritto daFrancesco Zampieri
Lettura2 min
Pubblicato22 settembre 2026
Scritto17 settembre 2026
#relazioni#apocalisse#quotidiano#paura#horror
Un tranquillo viaggio in macchinaIl Mare di Nebbia · Capitolo 1
ne restano ~2 min

Davide

Il sole sta iniziando a scomparire dietro il Monte Baldo, in quella fastidiosa angolazione che non si può né ignorare né bloccare con il parasole dell’automobile. Il paesino di Brugara si staglia davanti a noi mentre rientriamo dalla giornata di scampagnata in Lessinia, scendendo dal monte a marcia lenta per non cuocere i freni della macchina. Come fanno a non essere sempre dal meccanico gli abitanti di questo paesino?

«Tra quanto saremo a casa?»

Guardo Marta infastidito. Siamo partiti da quindici minuti, sicuramente non stiamo per arrivare.

«Ci vorranno tre quarti d’ora almeno per rientrare a Verona, specialmente con la Nebbia.»

«Ok.»

Il finestrino dal mio lato è aperto quel tanto da far entrare un po’ di aria fresca di montagna, e per qualche minuto nessuno parla. Marta guarda i boschi scorrere come macchie indistinte.

«Ti vedo preoccupata. Stai pensando alla Nebbia?»

Non gira neanche lo sguardo, continua a guardare il verde.

«Certo che sto pensando a quello. Non è normale!»

La strada esce dalla macchia d’alberi e con una semicurva a sinistra il panorama si apre mostrando i prati, i pascoli e la pianura in lontananza. O almeno dove so essere la pianura, perché quella maledetta Nebbia copre ogni cosa.

«Dovevamo proprio venire qui oggi?»

Prendo un lungo respiro prima di rispondere.

«Sì, Marta, dovevamo. Perché da due settimane non vedevamo la luce del sole e avevo bisogno, anzi, avevamo bisogno entrambi di prendere un po’ d’aria e di staccare un attimo.»

La mia risposta non sembra averla convinta neanche un poco. Una punta di fastidio mi sale dal collo fino al viso, e mi preparo a un commento acido di cui, probabilmente, mi pentirò a breve.

Un colpo secco interrompe ogni mio pensiero, mentre l’auto sobbalza e Marta urla. Schiaccio il freno e stringo forte il volante. La macchina sbanda leggermente ma riesco a fermarla.

«DAVIDE MA CHE CAZZO FAI?»

La ignoro e guardo freneticamente nello specchietto retrovisore e in quelli laterali.

Non si vede nulla.

«Davide, mi puoi rispondere?»

Sta per mettersi a piangere. Guardo il suo viso con gli occhi lucidi.

«Credo di aver investito qualcuno.»

Contenuti forti

Questo racconto può contenere violenza, sessualità o temi sensibili (es. suicidio). Continua solo se hai almeno 18 anni.

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Nella mia stanza

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